Affacciata sul Canal Grande, in una delle zone più autentiche e riservate di Venezia, Palazzina Grassi rappresenta una delle esperienze di ospitalità più singolari del Paese. È l’unico boutique hotel cinque stelle in Italia firmato da Philippe Starck, genio del design francese che ha saputo fondere teatralità e immaginazione in un progetto dall’identità inconfondibile. Venticinque camere, di cui cinque suite, trasformano lo storico edificio in un palcoscenico contemporaneo, dove specchi, arredi iconici e atmosfere sospese dialogano con la luce che filtra dal Canal Grande. A guidarne oggi la direzione è Danilo Cavalieri, Operations Manager da cinque mesi, professionista giovane ma già forte di una lunga esperienza internazionale.
La sua storia si intreccia con quella dell’hotel, arricchendone il racconto. «Appena compiuti i diciotto anni sono andato a lavorare in Grecia», spiega, «ho fatto tre stagioni estive tra Creta e Rodi, dapprima come animatore e poi come capo animatore». Esperienze che sembravano marginali, ma che in realtà lo hanno formato nella capacità di relazionarsi con le persone, di trovare empatia anche in contesti complessi. «Quelle esperienze mi hanno permesso di confrontarmi con culture diverse. Quando ho iniziato a lavorare nel mondo dell’hôtellerie ho capito che era il mio futuro».
A Londra arrivò a soli ventun anni, iniziando al Conrad St. James, albergo iconico della catena Hilton. «È stata la mia prima vera scuola professionale», racconta. Lì imparò il rigore delle grandi catene, la disciplina organizzativa, i protocolli che danno forma a un lavoro complesso. Ma accanto a questa esperienza rigorosa, Cavalieri si confrontò anche con realtà più anticonvenzionali: lo St. Martin’s Lane, lifestyle hotel firmato Starck, e il Mandrake, boutique hotel dall’anima fortemente votata al design e agli eventi. «Sono stato chiamato da loro perché cercavano una figura come me», ricorda, «e al Mandrake mi portò un ex direttore del Conrad, diventato General Manager di quella nuova apertura». Londra lo trattenne quasi otto anni, fino al ritorno in Italia con la pandemia, dettato dal desiderio di ricostruire un legame con gli affetti e con il Paese.
Ad Abano Terme lavorò per oltre due anni, ma il pensiero di Venezia rimaneva vivo. Quando si presentò l’occasione di approdare a Palazzina Grassi, la scelta fu naturale. «Avevo già lavorato in hotel firmati da Starck e ritrovarmi qui mi è sembrato un segno del destino», ammette. Una coincidenza che ha rafforzato il legame tra la sua storia professionale e la vocazione artistica dell’hotel, che sin dalla sua apertura è stato considerato un “place to be” del mondo dell’arte, del cinema, della moda e del design. Palazzina Grassi ha ospitato eventi esclusivi, feste private, sfilate e performance, mantenendo nel tempo quella fama di luogo irriverente e sensuale che oggi si riconferma sotto la guida di Cavalieri.
L’hotel custodisce camere e suite che sembrano piccoli set teatrali. La Penthouse Grand Canal Suite, articolata su due livelli, offre un salone arredato con lampade Flos e poltrone Cassina, travi a vista e panorami spettacolari sul Canal Grande. La Signature Grand Canal Suite, 70 metri quadri ospitati al piano nobile, immerge gli ospiti in un’atmosfera onirica grazie alle ampie vetrate terra-cielo. La Rooftop Suite sorprende con la terrazza privata sui tetti veneziani, mentre la Family Suite garantisce spazi e privacy a chi viaggia in gruppo. Le camere Superior e Deluxe, con i loro arredi specchiati, le sedie Fornasetti e i bagni in travertino, incarnano un lusso non ostentato ma elegante, fatto di dettagli originali e luminosità diffusa. C’è poi la GHouse, dimora indipendente su tre piani tra l’hotel e Palazzo Grassi: specchi veneziani, opere d’arte contemporanea e arredi vintage la trasformano in un rifugio per chi desidera vivere Venezia con la libertà di una casa privata e il privilegio dei servizi dell’albergo.
Se le stanze incarnano l’immaginazione di Starck, la ristorazione è il palcoscenico della creatività gastronomica. La cucina a vista, unica a Venezia, permette agli ospiti di osservare gli chef Andrea Piotti, che cura la cucina quotidiana dell’hotel, ed Executive Chef del gruppo Relegance Fabio Manni, che coordina l’offerta gastronomica complessiva, all’opera, tra semplicità e raffinatezza. I menù, che variano con le stagioni, parlano di un approccio rispettoso delle materie prime e del territorio.
A cena si può scegliere tra selezioni di pesce crudo, tartare di tonno con avocado e soia, gnocchetti verdi al ragù di corte, filetto di branzino con fiori di zucca o parmigiana di melanzane. I dessert, come la millefoglie con chantilly e frutti di bosco o il gelato alla ricotta con crumble al cacao, completano l’esperienza. A pranzo, invece, l’offerta si fa più leggera, con insalate, orzotti, hamburger di carne selezionata e paste di Gragnano. La colazione, pensata come momento rituale, propone centrifughe detox, yogurt con granola fatta in casa, pancake, french toast, banana bread e uova cucinate in ogni variante. La colazione diventa così un vero e proprio rito quotidiano, pensato per offrire varietà e qualità in ogni dettaglio.
Gli spazi comuni ampliano l’esperienza. The Lounge, al pian terreno, con la sua boiserie, richiama l’intimità di uno yacht sul Canal Grande, ideale per feste private o cene riservate. The Terrace, nascosta tra i tetti, regala la magia di un giardino sospeso tra laguna e cielo. E per eventi di grande respiro, Palazzina ha creato Blue Pavilion: 600 metri quadri sull’isola della Giudecca, con piscina interna, camino scenografico e lampadari monumentali. Blue Pavilion è quindi una location diversa dall’hotel principale, ma ne richiama lo stesso spirito sensuale. È pensato per ospitare matrimoni, sfilate, lanci di prodotto o feste private, garantendo sempre la massima riservatezza.
A rendere unica la struttura è però, ancora una volta, la dimensione umana. «Il vero valore è lo staff», afferma con convinzione il Direttore Operativo. Giovani appassionati, tra cui il sommelier Riccardo Levorato e il Restaurant Manager Marco Cattapan, insieme a professionisti del front office, contribuiscono a creare quell’atmosfera di accoglienza che resta impressa più dei dettagli architettonici. «I complimenti più belli arrivano proprio sul personale. Gli ospiti ci dicono che Palazzina diventa la loro casa a Venezia». È un concetto che emerge anche dai racconti personali: un cliente di Modena conosciuto a Londra, che ogni volta portava in dono l’aceto balsamico, è tornato a sorpresa come ospite anche qui, suggellando la continuità di un legame che va oltre le mura dell’hotel.
La clientela, internazionale e altospendente, è composta in gran parte da americani ed europei, con una presenza crescente di ospiti arabi. Gli italiani, invece, arrivano soprattutto nei weekend, spesso in occasione di eventi culturali o mondani. L’hotel, che si trova a pochi minuti da San Marco e Rialto ma in una zona tranquilla come San Samuele, offre proprio questa doppia anima: accessibilità e riservatezza, mondanità e silenzio.
Oltre alle stanze e alla cucina, Palazzina propone esperienze che portano gli ospiti fuori dalle mura dell’hotel, intrecciando la vita veneziana con la dimensione del soggiorno. È possibile farsi accompagnare dallo chef al mercato di Rialto per scoprire i migliori prodotti locali e poi cucinarli insieme, oppure salire a bordo di una lancia privata per esplorare l’isola di Torcello. The Lounge può trasformarsi in una sala esclusiva per una cena a due, mentre The Terrace accoglie degustazioni intime circondate dai tetti della città. Sono attività pensate per chi non cerca soltanto un soggiorno, ma una connessione profonda con lo spirito della laguna.
Guardando al futuro, Cavalieri non nasconde le sfide. «La mia generazione era più predisposta al sacrificio», osserva, «oggi i giovani cercano un equilibrio diverso tra vita privata e lavoro. È fondamentale saper rispondere a queste esigenze se vogliamo attrarre nuovi talenti». È una riflessione che testimonia un approccio concreto, radicato nella realtà di un settore in trasformazione. La sua ambizione personale, confessa, è quella di continuare a crescere all’interno di questa realtà, consolidando il ruolo di Venezia come scenario privilegiato della sua carriera. «Spero ancora di essere qui tra dieci anni», ammette, «magari con nuove responsabilità, ma sempre fedele a questo progetto».
Palazzina Grassi continua così a vivere come una scena in cui design, gastronomia e umanità si intrecciano. Non solo hotel, ma anche crocevia di arte e cultura, grazie alla vicinanza con Palazzo Grassi e con i fermenti artistici di San Samuele. Un luogo che non si limita a offrire camere o piatti ricercati, ma che costruisce esperienze memorabili, dalle visite al mercato di Rialto con lo chef alle escursioni in lancia a Torcello, fino agli eventi privati che trasformano i suoi spazi in scenari unici. Nella visione di Cavalieri, l’ospitalità non è soltanto servizio, ma la capacità di trasformare una permanenza in un ricordo duraturo. Ed è questo, forse, il segreto che rende questo boutique hotel sul Canal Grande non solo una destinazione, ma un’esperienza in sé.