Giovanni Cerroni e il Paragon 700: una boutique del gusto… la boutique del lusso

Roma, con la sua bellezza anche periferica, il suo cibo, i suoi colori, il suo inestimabile valore che passa dalla storia e dalle tradizioni è la città di Giovanni Cerroni, chef dell’Hotel Paragon 700 ad Ostuni, cresciuto tra Cento Celle e Villa Gordiani.

Giovanni ha spiccato il volo, professionalmente parlando, grazie ad importanti esperienze: la prima, presso il Convivio Troiani, successivamente presso Francesco Bracali (2 stelle Michelin), per poi lavorare con Terry Giacomello, ed Italo Bassi,  e prima ancora il lavoro in Spagna, al Mugaritz di Andoni Luis Aduriz.

Giovanni ha sempre coltivato un grande interesse per il bello e per ciò che accarezza lo sguardo e la mente, prima ancora di essere assaggiato con la bocca; per lui la cucina è un ponte levatoio tra il passato e il futuro: un passato che si muove con la sua famiglia le sue nonne, Franca e Maria.

La mamma e il papà, suoi fan accaniti, che lo hanno sostenuto anche nei momenti bui, appoggiando una scelta apparentemente ardita, che, però, sapeva veramente di buono: quella di iscriversi al corso della scuola Cordon Blue a Roma.

La sua è una cucina che rispecchia le sue scelte, le sue contraddizioni, le pieghe del suo animo: una cucina che si ciba di forti contrasti, come nel risotto acido mantecato con una purea al levistico, in contrasto di colore con una salsa di latte di mandorla tostata. Uno dei suoi piatti preferiti, dalle tonalità intense, bianco e verde, che va assaporato prima di tutto con lo sguardo.

I contrasti sono per Giovanni un elemento di forza, la spinta motrice della sua vita, tutto è un pieno e un vuoto: il pieno, che parte dalla sua famiglia e va verso il suo futuro e la sua professione, il vuoto di piatti da creare, che si nutrono della sua mano e della sua fantasia.

Oggi il suo ingegno e la sua grande voglia di fare, ci deliziano presso la struttura di Ostuni, dove Giovanni trova un suo perché, un motivo in più per esprimersi in tutte le sue sfaccettature, di uomo prima ancora che di chef.

In lui è forte il desiderio di voler accrescere sempre di più le sue conoscenze, di non sentirsi mai arrivato, di non fermarsi mai: “la cucina infatti – ci spiega Giovanni – può sempre essere ampliata, migliorata e deve essere vissuta a pieno.”

Giovanni è oggi la sua cucina: il suo biglietto da visita che chiede solo di essere gustato da tutti ed apprezzato, non solo dalle sue amate nonne dai suoi adorati genitori, ma anche da quei nonni che non ci sono più, ma che sarebbero profondamente orgogliosi di lui.

Chiunque desideri mettere quel biglietto da visita nel proprio taschino, farsi coccolare dalla sua cucina e vivere non semplicemente bene, ma benissimo, troverà in Giovanni l’occasione per soddisfarsi a pieno con il bellissimo ed il buonissimo del suo operato: creazioni basate su ingredienti territoriali, che regalano la poesia del ricordo e la passione del volersi sempre migliorare.

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