Doba Restaurant and Terrace: quando Palermo svela il suo cielo gastronomico

Fra le alture di una città che guarda al mare e alla storia Doba Restaurant and Terrace emerge come progetto che coniuga la cucina palermitana d’alto livello, la rigorosa ospitalità e una terrazza che regala ai propri ospiti una vista mozzafiato sul cuore e la memoria storica di Palermo. Situato il Via Bara all’Olivella 78, il ristorante, nonché albergo, è un atelier di sapori e d’accoglienza che dialoga con l’immagine della città. Infatti, la terrazza su tre livelli fa capolino fra i tetti del centro storico, e proprio di fronte si ha il teatro Massimo a fare quasi da palcoscenico innato per la cucina che si mette in scena.

Una sintesi tra vista, gusto e territorio, ottimo per chi ricerca un’esperienza gourmet, raffinata ma senza fronzoli, che possa raccontare dei piatti capaci di rimanere impressi nel palato e nella memoria.

Doba ha preso vita nel 2023 dal sogno di Domenico Basile, chef navigato con esperienze condotte tra Parigi, Maldive, Mosca e New York, e Paola Schillaci, fotografa di moda e cuore operativo della sala. Paola, insieme al fratello Filippo, è proprietaria di Palazzo Sovrana, sede di Doba Restaurant and Terrace che comprende oltre al ristorante anche l’albergo, comprensivo degli undici appartamenti del palazzo. Il risultato è un’esperienza completa, in una terrazza panoramica che funge da passerella a una proposta gastronomica fatta di tecnica, creatività e riferimenti alla tradizione siciliana.

L’attenzione al dettaglio, propria di Doba, la si nota fin dall’ingresso: una sala interna estremamente accogliente, dotata di un allestimento elegante sui toni blu e ottone, mentre all’esterno, sulla terrazza, si respira una modernità sofisticata in uno squisito abbinamento a contrasto con la monumentalità del contesto storico.

La proposta gourmet di Doba si presta a due principali chiavi di lettura, che consistono nella degustazione e nel resto della carta, in un equilibrio fra gli elementi di terra e quelli di mare, fra i sapori mediterranei e le inclusioni internazionali. Tra le degustazioni, un esempio è la degustazione intitolata “Nice to meet you”, che prevede cinque portate al prezzo di 100 euro, oppure la versione vegetariana “Veggie Tales” a 80 euro. Alla degustazione si può

accompagnare un abbinamento di vini siciliani su cinque calici per 60 euro, onde esplorare il territorio per mezzo della lente della cantina locale, in allineamento al concept mediterraneo della cucina.

Sul menù, il capitolo antipasti è il manifesto creativo dello chef, un ventaglio di piatti che arrivano a toccare sapori profondi e audaci accostamenti. Fra le proposte, il French toast Astice “Doba special dish” con astice stufato e tartufo nero siciliano, il French toast “Doba signature” con spuma di formaggio e tartare di manzo con capperi, senape, tartufo, olio e sale Maldon, tuorlo d’uovo. Non mancano le versioni d’antipasti cruelty free per un pubblico vegetariano, di cui esempio è l’uovo di quaglia con tartufo e un accompagnamento di crema di patate allo zafferano, marmellata di cipolla rossa e croûtons.

Le proposte dei primi confermano la direzione delle suggestioni di mare e terra. Gli spaghetti ricci e bottarga con aglio e olio, ricci e bottarga di tonno, o le tagliatelle al tartufo, o le Bottoni siciliani (ravioli ripieni di pesce azzurro, finocchietto, uvetta, crema di ragusano e pesto alle erbe fresche), o ancora le tagliatelle al pesce bianco e zucchine, sono tutti piatti di una cucina di mare robusta ma equilibrata.

Nella sezione dei secondi, notiamo ad esempio il tonno rosso tataki al sesamo con fagiolini e composta di frutta, o il bianco di mare (pesce bianco del giorno) con verdure di campo, limone e purea di carote, i quali mostrano una padronanza d’analisi gustativa che non concede al piatto una banale ripetizione. Vi sono poi altri piatti come il carpaccio di tonno (gluten free) o il polpo arrosto con purè di melanzane. E, da Doba, la sezione vegetariana non è un’opzione alternativa, ma una declinazione di gusto davvero imperdibile. A farne da esempio, la cotoletta veggie con panko, maionese, sommacco, senape e lattuga arrostita, proposta di una cucina che lascia percepire a pieno la propria anima.

La selezione di dessert di Doba è un modo di staccare la spina dall’ovvio e dallo standard, ed è provvista di tocchi italiani tailormade e una firma “Doba” che non scivola assolutamente nel banale. Che il dessert faccia da contrappunto o chiusura, è sempre portatore della delicatezza di una chiusura a firma. Doba ha in serbo proposte elaborate com’è il caso de “La dolce vita”, un dessert con gelato alla vaniglia, croccante di fillo, mandorle caramellate e composta di pesche, fino alla selezione di dolci classici, must da tavola come il Tiramisù, con crema al mascarpone, caffè, cacao e cioccolato, o la Torta al cioccolato, una

prelibatezza gluten free con ricotta al caffè e mirtilli. Per chi ama la frutta, c’è Margherita Sovrana, dessert solenne con panna, frutto della passione, pistacchio, limone e sorbetto al frutto della passione. E poi fanno capolino nella proposta piccole tentazioni come i Biscotti di Pepi, per un viaggio di gusto che non lascia spazio al facile cliché.

Quanto alla selezione dei vini, questa è molto ampia, concepita per accompagnare ciascun passo del percorso gastronomico. Doba propone una carta ricca d’etichette regionali e non solo, con particolare attenzione al terroir (insieme di fattori quali il suolo, il clima, l’altitudine, l’esposizione al sole, il vitigno scelto, e il know-how del produttore).

Si va dai bianchi agli spumanti, dai rossi strutturati ai vini da dessert, con accompagnamenti suggeriti per una degustazione coerente sul piano sensoriale. Molto spazio è riservato ai vini derivati dai metodi classici siciliani, italiani e internazionali, con cantine blasonate come Tasca d’almerita, Planeta, Milazzo, e chicche come Federico Graziani, Giulia Monteleone, Franchetti, Terre nere. Spicca, fra la disponibilità dei vini, la finezza e la nobiltà degli champagne Dom Pérignon, Krug e Ruinart, tanto per citare esempi di una vasta selezione d’élite.

Sono molte, nel complesso, le etichette prestigiose presenti sulla carta dei vini, fra Berlucchi, Bellavista, Laurent-Perrier, Bruno Paillard e Laurent-Perrier La Cuvée, le quali si alternano a delle referenze prettamente sicule, altrettanto da scoprire, così che ai commensali sia messa a disposizione una via di mezzo tra il territorio e il prestigio internazionale. A proposito di esse troviamo, ad esempio, tra i bianchi il Grillo del Barone di Serramarrocco, il De Bartoli – Pietra nera – Zibibbo 100% Pantelleria, il Tenuta Tascante- Contrada Sciaranuova Etna bianco, e tra i rossi il Nino Graziano – Merlot 80% – Marselan 20%, il Cristo di Campobello – Lusirà Syrah Doc, il vino Arianna Occhipinti e il Frappato di Vittoria 100%. Qualora si desideri una degustazione mirata, è disponibile un calice di vino a 10-15 euro, e la già riportata degustazione di cinque calici a 60 euro, rivolta a chiunque voglia comprendere la complessità d’una cantina in abbinamento al percorso di degustazione.

Un elemento fortemente distintivo di Doba, e che in quanto tale risulta dalle recensioni rilasciate, è l’attenzione rivolta al servizio. Doba, guidata dalla coppia Domenico Basile e Paola Schillaci, con quest’ultima impegnata nella sala e nella gestione dell’accoglienza, raccoglie attorno a sé un personale descritto

come preparato, cortese e capace di una consulenza personalizzata per la degustazione e l’abbinamento cibo-vino.

E in questo quadro si colloca la terrazza, fautrice di un’atmosfera elegante che fa da “vetrata” libera tra il cielo di Palermo e il profilo della città, cornice sensoriale a ulteriore valore dell’esperienza.

La terrazza di Doba è da intendersi quale osservatorio privilegiato su Palermo, quindi molto più che una cornice. Presenta una vista adorabile sui tetti della città, oltre che, come annunciato, sullo storico Teatro Massimo, il quale vi si erge frontalmente come un faro storico. Il contesto architettonico del locale interno e della terrazza è stato curato nei minimi dettagli da una squadra di progettisti e artigiani, i quali hanno fatto divenire la terrazza un posto dove la cucina si lega con l’arte.

Si possono ammirare i toni di azzurro nelle sedute, le pareti ispirate a elementi liberty, e un interno a richiamo della tradizione siciliana ma che propende altresì nella direzione di una modernità elegante. Dalla terrazza, l’occhio si può perdere fra i vicoli del centro storico, tra le cupole e le torri.

Tornando agli apprezzamenti espressi dalla clientela, Doba vanta recensioni in particolare su TheFork e TripAdvisor. Un servizio attento e scrupoloso, delle portate gustose, una cantina interessante e una location incantevole sono punti cardine se si spulcia fra le varie recensioni rilasciate. È decisamente frequente leggere, tra le stesse, commenti come “vista mozzafiato”, “cucina creativa”, “piatti ben eseguiti”, e “staff cortese e professionale”.

Le opinioni degli ospiti convergono sul fatto che, un pranzo o una cena consumati presso Doba, equivalga a più che un semplice pasto, finanche a un’esperienza che sa fondere i sensi con la visione della città. Anche i tempi d’attesa sono ritenuti ragionevoli e molto apprezzati.

Per saperne di più, o per prenotare, Doba Restaurant and Terrace dispone di una serie di canali accessibili. Possibile la prenotazione diretta sul sito, ma si può anche contattare il numero +39 327 76 61 682, o scrivere un’e-mail a info@dobarestaurant.it, inviare un messaggio tramite la pagina Instagram, o recarsi direttamente in Via Bara all’Olivella 78 per un sopralluogo della location. Possibile prendere visione dell’intero menù sul sito, comprensivo di tutte le varianti dei pacchetti di degustazione e dell’ampia selezione di vini e cocktail. Un dettaglio pratico non va perso, vale a dire il prezzo del coperto a 5 euro, altro aspetto dal quale desumere la propensione all’accoglienza. E poi, da non dimenticare è anche il servizio d’albergo, con i lussuosi undici appartamenti di Palazzo Sovrana ad accogliere gli ospiti in un magico contesto.

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