CAFFÈ CIAMPINI A TRINITÀ DEI MONTI LA STORIA DI UNA FAMIGLIA NEL MONDO DELLA RISTORAZIONE

Nella suggestiva cornice di Piazza Trinità dei Monti, in cima alla scalinata di Piazza di Spagna e vicinissimo a Villa Medici, sorge il Caffè Ciampini, bar, ristorante e gelateria che accoglie i propri ospiti nella sua veranda, immersa nel verde del giardino, che offre un’incantevole vista sui tetti di Roma. Alla guida del locale c’è Marco Ciampini, che rappresenta la terza generazione di questa famiglia impegnata nel mondo della ristorazione.

Il rapporto tra la famiglia Ciampini e l’offerta di cibo, infatti, affonda le proprie radici nel lontano 1936, quando il nonno e la nonna di Marco, Giuseppe e Francesca – originari rispettivamente di Monteleone di Spoleto e di Amatrice – aprirono a Roma il Tre Scalini, un locale cosiddetto di “vini e olii”, un luogo cioè nel quale – mancando ancora all’epoca, tranne alcuni casi isolati, la ristorazione come la si intende oggi – venivano venduti, per l’appunto, il vino e l’olio con cui i clienti potevano accompagnare il cibo che essi stessi portavano da casa. Da lì a poco si sarebbe comunque aggiunta la cucina e – dopo la chiusura forzata dovuta alla guerra – il locale avrebbe riaperto, nel 1945, diventando un vero e proprio ristorante, oltre che, con il tempo, anche bar e gelateria. Il Tre Scalini si trovava a Piazza Navona, sulla destra della chiesa di Sant’Agnese in Agone, e questa posizione ne fece un luogo di tendenza negli anni della “Dolce Vita”, tanto che ai suoi tavolini si sedettero personaggi di spicco del mondo dello spettacolo – da Charlie Chaplin a Sophia Loren – e della politica italiana e internazionale – da Sandro Pertini a John Fitzgerald Kennedy ad alti prelati vaticani.

Marco Ciampini – che oggi ama definirsi un «ristoratore», ma che forse è molto di più occupandosi nel proprio locale praticamente di tutto, dal rapporto con i fornitori all’elaborazione del menu stagionale, ed essendo anche cuoco, sommelier e assaggiatore ufficiale di grappa e di whisky – si avvicinò al mondo della ristorazione appunto nel contesto del “Tre Scalini”, guidato in particolare dalla nonna, Francesca, e dal padre, Nando (quest’ultimo con il tempo si era affiancato ai genitori nella gestione del locale): cominciando dalle mansioni più umili – sbucciare le patate, mondare le verdure, tenere puliti i gli spazi e il bancone della gelateria – Marco entrò progressivamente nell’ambito delle preparazioni di cucina e di gelateria, fino, per così dire, a spiccare il volo, e ad aprire, nel 1989, quello che è ancora l’attuale Caffè Ciampini di Piazza della Trinità dei Monti, nato rilevando un altro centro nevralgico della “Dolce Vita” degli anni ’60, ovvero il Cafè du Jardin, alla cui originaria offerta Ciampini aggiunse, a partire dal 1991, un ristorante. Caratteristica precipua di quest’ultimo è stata fin dall’inizio la nota mediterranea che hadominato le sue preparazioni, con l’assoluta centralità del pesce, rigorosamente accompagnato, nelle parole di Ciampini, «da non più di tre ingredienti», appunto per farlo risaltare al massimo; l’idea di base è sempre stata quella di spaziare il più possibile oltre la sola cucina tipicamente romana, che pure è presente nel menù, e non potrebbe essere altrimenti in effetti, se si considera che i piatti con i quali nonna Francesca – il cui lascito viene così valorizzato – inaugurò a suo tempo la cucina del Tre Scalini furono la gricia e l’amatriciana. «Punta di diamante», come afferma Marco, della cucina del Caffè Ciampini rimane però un dolce, e precisamente il famoso e storico “Tartufo Ciampini”: realizzato, secondo una ricetta segretissima, con latte – rigorosamente senz’acqua – cacao e zucchero, nacque per caso a seguito di un piccolo errore di preparazione commesso dai nonni di Ciampini ai Tre Scalini e oggi si presenta come una palla di cioccolato che racchiude una ciliegia candita e scaglie di cioccolato fondente e che viene servita con abbondante panna montata e una cialda. Sempre a proposito del “Tartufo Ciampini”, Marco sottolinea, più in generale, come tutti i suoi gelati siano realizzati senza mai usare quei prodotti che, entrati nel tempo in cucina, hanno sì dimezzato tempi e costi di produzione, ma hanno al contempo trasformato di fatto in «semi – industriali» molti di quei gelati che pure vengono presentati come «artigianali».

Aperto a colazione, pranzo e cena e attivo da marzo a novembre – mentre d’inverno l’attività si concentra nell’altro Caffè Ciampini di Roma, quello in piazza Cola di Rienzo – il Caffè Ciampini di Trinità dei Monti offre ai suoi clienti 115 coperti e 99 etichette di vini italiani, che puntano alla valorizzazione sia di realtà piccole che di marchi più blasonati, e oltre a Marco Ciampini vede impegnati nella gestione la moglie e il figlio di questi, Susanna e Lorenzo; Lorenzo in particolare, laureato in Economia e Gestione aziendale, con esperienza e passione per la cucina, attualmente si occupa dell’accoglienza in sala e sta concludendo il percorso di formazione per diventare Sommelier, con il proposito, dunque, di portare avanti, per la quarta generazione consecutiva, la tradizione della famiglia Ciampini.

 

Foto Simone Paris

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