Castel Porziano, la tenuta del verde.

La tenuta presidenziale di Castelporziano è una delle tre residenze del Presidente della Repubblica italiana (assieme al Palazzo del Quirinale e a Villa Rosebery a Napoli).

Situata all’interno del Municipio Roma X di Roma Capitale, la Tenuta Presidenziale di Castelporziano dista circa 25 Km dal centro di Roma.

Si estende su una superficie di circa 60 Km2 (6039 ettari) e comprende alcune storiche tenute di caccia quali Trafusa, Trafusina, Riserve Nuove e Capocotta.

Confina ormai con la periferia della città fino al litorale romano, e comprende anche circa 3,1 km di spiaggia incontaminata.

È collocata in quello che era l’antico fondo di Porciliano, l’antica città laziale di Laurentum.

Nota fin dal V secolo d.C. come possedimento della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nel X secolo d.C. è in dotazione ai monaci di San Saba, che vi eressero le prime fortificazioni e la detennero fino al 1561, quando parte dei loro beni fu ceduta all’Arcispedale di Santo Spirito, e parte ai alla famiglia nobile romana dei Naro.

Nel 1586 la tenuta fu ceduta alla famiglia fiorentina dei Del Nero, e successivamente alla famiglia Grazioli, e poi nel 1872 dal ministro delle Finanze del Regno d’Italia Quintino Sella come luogo di rappresentanza, riserva di caccia e azienda agricola del Re.

Con l’avvento della Repubblica, Castel Porziano venne assegnata alla dotazione del Presidente della Repubblica. Nel 1966 il presidente Saragat donò al Comune di Roma e ai romani gran parte della spiaggia appartenente alla tenuta.

Nel 1999 è diventata una riserva naturale statale e successivamente Sito di Interesse Comunitario.

Nel 1997 un incendio ha distrutto una ventina di ettari di parco.

A Castelporziano sono presenti la maggior parte degli ecosistemi costieri tipici dell’ambiente mediterraneo.

La Tenuta è visitabile attraverso diversi percorsi tematici, come il percorso storico-artistico (che comprende il museo archeologico, il Castello, la residenza storica e salone dei trofei, la Chiesa di San Filippo Neri, la limonaia, il giardino storico della Regina con gli antichi mosaici, il roseto, l’antico fontanile, e la mostra delle carrozze); il percorso archeologico (tra cui la villa imperiale, l’acquedotto, il fontanile); e i percorsi naturalistici attraverso i vari ecosistemi della Tenuta.

Alla grande varietà della vegetazione corrisponde un’analoga ricchezza di specie faunistiche. Numerosa è la popolazione di cinghiali, daini, caprioli e cervi.

Ma il luogo è ricco anche di lepri, faine, tassi, volpi, istrici e ricci.

L’ambiente della Tenuta offre anche un ottimo rifugio a varie specie di uccelli, sia stanziali che migratori, e tra le varie specie ci sono civette, barbagianni, tortore, e tanti altri.

Significativa è la presenza di rettili, anfibi ed insetti, anch’essi accuratamente monitorati e studiati.

Sul borgo di Castelporziano sventola fiero il Tricolore nazionale, a significare un impegno collettivo e uno sforzo per rendere le aree naturali protette un simbolo e un’opportunità per tutti i cittadini.

La Tenuta non rappresenta solo seimilatrentanove ettari, ma una sfida alla salvaguardia di una bellezza nostrana, che viene meticolosamente curata per il bene comune.

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