ROMA HOTEL, CON LA RAGGI IL CAMPIDOGLIO SEMBRA LA HALL DI UN ALBERGO: C’È CHI VA, CHI VIENE MA NESSUNO CHE RISOLVE I PROBLEMI

“La vita è la farsa che dobbiamo recitare tutti”, scrisse il poeta maledetto Arthur Rimbaud. A Roma c’è chi ha deciso di voler recitare la vita da Sindaco, trasformando quest’esperienza in una farsa, dove comicità e tragedia sembrano fondersi in un tutt’uno.

E a leggere le cronache di Roma, inteso come Campidoglio, ci sarebbe da ridere, per il tono comico di certi comportamenti, se non fosse per la tragedia in cui sta affogando la Capitale.

Partiamo dal presupposto che i problemi di Roma non sono stati causati dalla Raggi e dal suo Movimento 5 Stelle, al governo della città da un annetto; sono problemi ereditati da anni di cattive gestioni amministrative, condite da errori gravi, da scelte strategiche sbagliate, da indirizzi politici inefficienti; a cui si può aggiungere i tanti scandali che hanno costellato le precedenti amministrazioni, da Mafia Capitale, ed un sistema corruttivo che giocava sull’emergenza capitolina per condizionare gare pubbliche d’appalto, a parentopoli che hanno consentito alle partecipate comunali di assumere amici, parenti etc, utili piuttosto ad avere un voto alle amministrative che a migliorare il servizio aziendale.

Detto ciò, non possiamo però dimenticare che la Raggi è stata eletta con quasi il 70% dei voti romani, che si è imposta come il nuovo che avanza per risollevare le sorti capitoline, con già delle proposte risolutive in tasca.

In questo anno, la Sindaco ha piuttosto impegnato il suo tempo prezioso a risolvere le grane interne al suo movimento, alla perenne ricerca di un equilibrio, che tentare di metter mano ai guai romani. E, ciò che è peggio, è l’arroganza e la supponenza con cui ha agito. Perché errare sarà pure umano ma perseverare oltre che diabolico è pure deleterio.

Notizia di ieri, fresca, fresca: l’ennesimo assessore capitolino è stato sostituito. Stavolta è toccato a Mazzillo, assessore al Bilancio. Un assessore di peso, dunque.

Il modus operandi è sempre il medesimo: niente da dire al diretto interessato durante un incontro, notizia della sostituzione lanciata via web, direttamente dalla propria pagina Facebook, con tanto di sorpresa per il suddetto assessore.

C’è da dire che istituzionalmente non è certamente una gran bella figura, per la Sindaco. Il mancato rispetto verso la persona, innanzitutto, e verso un assessore che dovrebbe aver scelto lei stessa vagliando i famosi curricula, è l’indice di come s’intende amministrare: chi accetta le mie scelte (ossia quelle che dall’alto mi impongono) resta al mio fianco, chi avanza critiche, chi obietta viene defenestrato.

E, a Roma, di assessori cambiati da sera a mattina ne abbiamo visti fin troppi; assessori che al primo cenno di critica o di dissenso vengono fatti fuori, mai direttamente, ma sempre a mezzo web.

La novità è che questa volta il nuovo assessore viene scelto, prendendolo da un altro comune targato M5S, Livorno. Così Gianni Lemmetti, già assessore al Bilancio del comune toscano, lascia Nogarin per abbracciare la Raggi, andando a sostituire Mazzillo.

E meno male che, di norma gli assessori dovrebbero formare una squadra con il Sindaco, e insieme portare avanti un programma politico e amministrativo.

Qui siamo arrivati ai professionisti che iniziano in un comune e finiscono in un altro, manco fosse una sessione di calciomercato.

D’altra parte lo stesso Di Maio, in tempi non sospetti, lanciando la corsa capitolina della Raggi, parlò di assessori a tempo, che andavano sostituiti ogni due anni. Oggi abbiamo compreso cosa volesse dire, forse. E allora, auguri al neo assessore Gianni Lemmetti, almeno fino alla prossima sostituzione!

Raffaele Zoppo

Related Posts

by
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares