“NON STIAMO ZITTI” Annunciato oggi il progetto MIUR-Telefono Azzurro contro il bullismo, per contrastare un fenomeno in crescita, nelle scuole e sulla rete

Un progetto biennale integrato di ascolto e azione contro il bullismo per offrire al personale della scuola, agli studenti e alle famiglie strumenti adeguati per intervenire nelle situazioni di bullismo scolastico. È questo l’obiettivo della convenzione tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Associazione SOS Telefono Azzurro.

Nell’anno 2016 sono stati 296 i casi di bullismo e cyberbullismo, su oltre 2000 situazioni affrontate da Telefono Azzurro a fronte di segnalazioni. Un caso al giorno, con una tendenza del fenomeno in aumento e sempre più intrecciata con il crescente utilizzo di internet da parte di bambini e adolescenti, con il conseguente sviluppo di fenomeni nuovi quali sexting e sextortion. Il MIUR riceve ogni giorno segnalazioni dirette di questi casi dagli istituti scolastici: diventa dunque sempre più urgente un’attività coordinata di prevenzione, sensibilizzazione, intervento e contrasto contro il bullismo scolastico.

In base a questa convenzione, Telefono Azzurro erogherà servizi di ascolto, intervento, consulenza e formazione sul territorio e nelle scuole, che verranno informate dell’iniziativa attraverso gli Uffici Scolastici Regionali. Il progetto si pone nella scia delle linee di orientamento per le azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo sottoscritte nel 2015 e della legge 107 del 2015 “La Buona scuola”, che cita all’art. 1 comma 7, il contrasto ad ogni forma di bullismo e cyberbullismo e riprende i contenuti del Protocollo d’Intesa relativo al contrasto e prevenzione del disagio giovanile, siglato tra MIUR e Telefono Azzurro nel febbraio 2017

“La firma della Convenzione di oggi afferma la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli dà continuità a una importante collaborazione di lungo corso del Miur con Telefono Azzurro. Da anni siamo impegnati insieme in attività di prevenzione e di intervento nelle scuole, per offrire sostegno alle comunità educanti e alle famiglie, quando si trovano a fronteggiare casi di violenza e discriminazione. Stiamo portando avanti un’azione capillare e diffusa per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo a partire dalla scuola, luogo in cui le giovani e i giovani vengono educati quali cittadini responsabili e consapevoli, in linea con l’articolo 3 della nostra Costituzione. Le società in cui viviamo, attraversate da rapidi mutamenti, ci pongono innanzi sfide sempre più complesse: potremo trovare risposte, essere punto di riferimento per le nuove generazioni, intercettare i loro bisogni e le loro esigenze, solo se sapremo operare insieme, rinsaldando il patto di corresponsabilità educativa tra istituzioni, famiglie, comunità scolastiche, associazioni, territori. Facendo ciascuno la propria parte ma tutte e tutti orientati verso un obiettivo comune: la crescita sana e libera delle ragazze e dei ragazzi, futuro del nostro Paese”.

L’annuncio di questo accordo coincide con la celebrazione dei 30 anni di Telefono Azzurro, nato nel 1987, Ente morale dal 1990 ed Ente di Formazione accreditato presso il MIUR dal 2005. Trent’anni di lavoro a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza contro ogni forma di sfruttamente, violenza e disagio, attraverso l’attività della sua linea di ascolto 1.96.96, del Servizio 114 Emergenza Infanzia, del servizio 116000 – Numero Unico Europeo per Minori Scomparsi e delle chat riservate a bambini e adolescenti, adulti e famiglie in difficoltà per problemi che coinvolgono i minori. “Siamo consapevoli della complessità del fenomeno e ne monitoriamo la sua rapida evoluzione, che va di pari passo con la diffusione di internet e social media tra bambini e adolescenti – dichiara il Presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo. Lavorare all’interno delle scuole consentirà di intervenire direttamente negli ambienti dove molto spesso gli episodi di bullismo nascono, aiutando docenti e personale scolastico ad intercettarli, capirli e gestirli, nei confronti delle vittime, dei responsabili, e della comunità degli studenti nel suo complesso. Attraverso i nostri servizi di ascolto e le nostre chat siamo poi in grado di intervenire sulla diffusione degli atti di bullismo attraverso la rete, a supporto delle famiglie, degli stessi ragazzi e degli operatori socio-sanitari.

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

UNA STORIA DALL’1.96.96

Sono stanco di essere provocato, vi prego aiutatemi a capire come mi devo comportare. So che reagire male è sbagliato ma non ce la faccio davvero più”. Emanuele è un ragazzo di quindici anni che chatta con Telefono Azzurro per raccontare la propria situazione. Descrive le continue prevaricazioni subite da due ragazzi che, come lui, frequentano un collegio per studenti fuori sede: “entrano in camera mia, senza il mio permesso ed anche se ci sono io dentro, aprono gli armadietti, mangiano le mie cose, come se fossi trasparente… lo fanno soprattutto di sera quando dovremmo essere tutti a dormire nelle stanze”. Emanuele racconta spaventato “sono mesi che lo fanno, l’altro giorno in mensa mi hanno minacciato con una forchetta di non dirlo agli educatori. Ho trovato il coraggio di scrivere perché negli ultimi giorni sta succedendo più spesso, ieri uno di loro mi ha sputato ed io mi sono sentito una nullità. Non mi sento al sicuro qui”. L’operatrice rinforza la scelta di Emanuele di chiedere un aiuto, sottolineando quanto ciò sia segno di forza e non di debolezza “ne ho parlato con l’educatore del mio piano, sono stati richiamati più volte ma il loro sguardo beffardo non cambia quando ci incontriamo… sembra che mi vogliano dire che non ho scampo”.

Si approfondisce il contesto nella classe di Emanuele che racconta: “per fortuna siamo in classi diverse. Nella mia mi trovo bene, tutto succede negli spazi comuni come la mensa o la sera quando siamo in stanza al piano. Mi sono confidato con il mio compagno di banco che mi vedeva pensieroso e triste ed è lui che mi ha consigliato di chiamarvi perché quando faceva le medie nella scuola del suo paese aveva partecipato ad un vostro laboratorio. Ho anche paura che gli educatori e il Preside se la prendano con me perché ho cercato aiuto fuori”.

L’operatrice tranquillizza Emanuele spiegandogli che l’obiettivo di Telefono Azzurro non è quello di attribuire delle responsabilità bensì di lavorare in sinergia con il collegio per favorire un clima positivo e di rispetto reciproco tra i ragazzi. Questo affinchè la scuola torni ad essere, per Emanuele e i compagni, non solo un luogo di formazione ma anche di condivisione di esperienze positive tra pari. Si propone quindi al ragazzo che sia Telefono Azzurro a contattare il Preside del collegio frequentato, attraverso ed in collaborazione con il MIUR, per condividere la situazione raccontata da Emanuele, gli episodi, il suo disagio ed i suoi timori e per riuscire a far sì che la scuola e il collegio possano costituire per Emanuele e l’intera classe un’esperienza non soltanto formativa ma anche educativa in cui sperimentare relazioni improntate all’amicizia, rispetto e collaborazione. Il Preside conferma di essere a conoscenza di alcuni episodi avvenuti nei mesi precedenti ma di non averne compreso il perdurare e l’impatto così negativo su Emanuele. Di concerto con il MIUR e il Collegio, Telefono Azzurro propone attività educative di sensibilizzazione al fenomeno del bullismo nelle classi interessate, raccogliendo una grande partecipazione da parte dei ragazzi che hanno contribuito con molta positività ed attenzione. La maggior parte di loro si è messa in gioco con interventi appropriati ed esprimendo i propri vissuti; le attività proposte hanno fatto emergere la capacità dei ragazzi di confrontarsi ed esprimere le proprie opinioni, e di rispettare al contempo i punti di vista e le emozioni dei compagni. A detta dei ragazzi, gli interventi proposti li hanno aiutati a comprendere meglio come gestire le relazioni, anche quelle più difficili, con rispetto e tolleranza. A distanza di qualche tempo, anche il Preside del Collegio ci informa che il clima di classe è diventato più sereno e che il senso delle attività proposte è stato elaborato, seppur in tempi diversi, dalla maggior parte dei ragazzi.

 

I CONSIGLI PER GENITORI E INSEGNANTI

1.       È importante educare al rispetto, sia offline che online, e promuovere comportamenti relazionali positivi in famiglia e fuori: i ragazzi fanno riferimento, prima di tutto, ai modelli che imparano dagli adulti di riferimento. Nello specifico, modelli educativi che si fondano sull’accettazione, l’ascolto, la valorizzazione e il rispetto per l’altro, l’empatia e la collaborazione nonché la risoluzione non violenta dei conflitti.

2.       Partecipare alle attività che i ragazzi svolgono online è fondamentale, conoscere i social a cui sono iscritti, quali attività fanno online, cosa li interessa e li appassiona.

3.       Stabilire insieme alcune semplici regole di sicurezza da seguire sempre. Per esempio, non accettare inviti o amicizie sui social network da parte di sconosciuti, informare un adulto se qualcuno li infastidisce online.

4.       Prestare attenzione anche ai piccoli cambiamenti che avvengono nel loro comportamento e nei loro atteggiamenti, per comprendere se qualcosa li stia turbando (es. non vogliono più frequentare scuola o luoghi abituali, o si mostrano preoccupati o in ansia ad ogni notifica che ricevono sui social).

5.       Trovare insieme ai ragazzi strategie utili per gestire le situazioni problematiche, valorizzando la loro iniziativa e la loro richiesta d’aiuto.

6.       Stimolare i ragazzi a trovare attività nuove e gratificanti, anche al di fuori della scuola, che possano aumentare la loro autostima.

7.       In caso di bullismo scolastico, è importante far rete con la scuola, approfondendo cosa accade, senza minimizzarlo. Valorizzare il dialogo scuola-famiglia permette di creare un’alleanza educativa e un clima di collaborazione reciproca.

8.       Mostrare ai ragazzi la disponibilità ad ascoltare, creando le condizioni affinché – qualorasorgano problemi – si sentano liberi di condividere le loro preoccupazioni, sicuri di trovare interlocutori attenti e non giudicanti.

9.       Informare i ragazzi della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00). Chiedere aiuto non è un atto di debolezza, né un comportamento da “spia”, ma un modo coraggioso per migliorare la situazione.

10.    In caso di bisogno, Telefono Azzurro è disponibile anche per gli adulti che necessitino di un confronto e di un supporto per gestire una situazione problematica in cui sia coinvolto un bambino o un ragazzo. Il numero 1.96.96, gratuito e sempre attivo, offre infatti anche un servizio di consulenza per gli adulti di riferimento dei ragazzi.

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