140 SCATTI DI UNA VITA DEDICATA A INQUADRARE IL MONDO: HENRI CARTIER-BRESSON PROTAGONISTA ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI SAN GIMIGNANO

Quando scatta l’immagine guida che è stata scelta per questa sua nuova rassegna monografica“Henri Cartier Bresson Fotografo” allestita alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano dal 16 giugno al 15 ottobre 2017, Henri Cartier-Bresson ha appena 24 anni. Ha comprato la sua prima Leica da appena due anni, ma è ancora alla ricerca del suo futuro professionale. È incerto e tentato da molte strade: dalla pittura, dal cinema.

“Sono solo un tipo nervoso, e amo la pittura. Per quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla”, affermava. Non capire nulla di fotografia significa, tra l’altro, non sviluppare personalmente i propri scatti: è un lavoro che lascia agli specialisti del settore. Non vuole apportare alcun miglioramento al negativo, non vuole rivedere le inquadrature, perché lo scatto deve essere giudicato secondo quanto fatto nel qui e ora, nella risposta immediata del soggetto.

Per Cartier-Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualità di un’opera.

“Per me, la macchina fotografica è come un block-notes, uno strumento a supporto dell’intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo”.

Lo scatto è per lui il passaggio dall’immaginario al reale. Un passaggio lucido, rapido, caratterizzato dalla padronanza con la quale si lavora, senza farsi travolgere e stravolgere. I suoi scatti colgono la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme.

“Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”.

Denis Curti, curator per San Gimignano afferma che per parlare di Henri Cartier-Bresson è bene tenere in vista la sua biografia. La sua esperienza in campo fotografico si fonde totalmente con la sua vita privata. Due episodi la dicono lunga sul personaggio: nel 1946 viene a sapere che ilMOMA di New York intende dedicargli una mostra “postuma”, credendolo morto in guerra. Sempre nello stesso anno fonda, insieme a Robert Capa, George Rodger, David Seymour e William Vandivert, la famosa agenzia Magnum Photos. Insomma, Cartier-Bresson è un fotografo destinato a restare immortale, capace di riscrivere il vocabolario della fotografia moderna e di influenzare intere generazioni di fotografi a venire.

La mostra “Henri Cartier Bresson Fotografo” è una selezione curata in origine dall’amico ed editore Robert Delpire e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, istituzione creata nel 2003 assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie, che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti. Obiettivo della rassegna è far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni più diverse, per immergersi nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica che ha immortalato grazie alla fotocamera.

La mostra è curata da Denis Curti e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Gimignano, prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Henri CartierBresson e Magnum Photos Parigi.

Per informazioni su orari, giorni e costi della mostra: www.mostracartierbresson.it

Piera Feduzi

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