INFINITO RECANATI: UN NUOVO, STRAORDINARIO PROGETTO PER VALORIZZARE L’INESTIMABILE PATRIMONIO CULTURALE DI RECANATI

“Senza le illusioni non ci sarà quasi mai grandezza di pensieri, né forza, impeto e ardore d’animo, né grandi azioni che per lo più son pazzie”.

Così scrisse Giacomo Leopardi, e a questa ardente grandezza, che sfiora la mirabile follia d’azione, sembra tendere la sua città natale, Recanati, pittoresco borgo nel maceratese, che sorge sulla sommità di un dolce colle, tra le valli dei fiumi Potenza e Musone.

Una cittadella, quella di Recanati, che racconta di un passato glorioso, una storia costruita sotto l’ala protettrice dello Stato Pontificio, divenendo in epoca rinascimentale un importante centro di arti e mestieri, accogliendo personalità straordinarie come come l’umanista Antonio Bonfini, o celebri pittori, quali Lorenzo Lotto, Guercino, Caravaggio, Sansovino, Luigi Vanvitelli.

Ma indissolubilmente il nome della cittadina marchigiana è legata a doppio filo al nome di uno tra i suoi figli più illustri: Giacomo Leopardi, il cantore dell’infinito.

Oggi Recanati insegue un’idea meravigliosa e allo stesso tempo ambiziosa, un progetto che la proietta verso un futuro straordinariamente suggestivo: “Infinito Recanati”.

“Un progetto culturale innovativo che fa leva sulla sua forte identità legata all’arte, alla poesia e alla musica”.

Un progetto di valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico e culturale della meravigliosa cittadina marchigiana, che “prevede una nuova forma di cooperazione pubblico e privato, un unicum in Italia nell’utilizzo della finanza di progetto”, per gestire e valorizzare non solo il proprio straordinario patrimonio culturale, ma anche tutte le politiche turistiche, dandole finalmente un respiro più ampio e meno legato alla spontaneità e casualità, creando così “un circuito unico: Polo Museale di Villa Colloredo Mels, Torre Civica, Museo Beniamino Gigli e l’ufficio di informazione turistica”.

Una città che, con orgoglio, guarda il suo passato, ma non si limita però, a rimirarsi allo specchio della sua Storia, ma volge il suo sguardo al futuro, inseguendo l’infinito della sua magnificenza.

E da quell’infinito riparte Recanati, per “la creazione di un circuito uniforme tra le risorse culturali, museali e turistiche” per “promuovere non la singola realtà museale o collezione ma il patrimonio culturale nel suo complesso, come un unico museo diffuso da percorrere e scoprire”.

Un progetto ambizioso e straordinario che poggia le sue fondamenta su nuove modalità di fruizione culturale e di accoglienza turistica diffusa, con innovativi approcci multimediali ed esperienziali, un progetto che prende il nome di Sistema Museo di Recanati, e che raccoglie al suo interno il Polo museale ed espositivo di Villa Colloredo Mels, con la Pinacoteca, la sezione archeologica ed il Museo dell’Emigrazione Marchigiana, il Museo Beniamino Gigli, dove troverà luogo, a lavori ultimati, anche il futuro Museo della Musica, la Torre Civica, da cui si gode di un panorama unico e suggestivo, e al cui interno ospita già il Museo Recanati, allestito su sette livelli, che racconta la storia della città; e, poi, il Museo Diocesano, collocato al primo piano del Palazzo Vescovile, la Chiesa di San Vito, un luogo ideale per esposizioni artistiche temporanee, e, a chiudere, la Foresteria di Villa Colloredo Mels, che con i suoi 24 posti letto, rappresenta un punto di partenza, molto suggestivo e coinvolgente, per l’ospitalità ricettiva recanatese.

Ma in questo straordinario progetto di sviluppo, sono molteplici le iniziative in finanza di progetto, che vedono l’unità d’intenti tra il pubblico ed il privato, che investe nella cultura del proprio territorio.

Interventi che prevedono un nuovo e migliore allestimento museale, per dare maggiore uniformità all’esposizione delle opere d’arte, prevedendo anche la “realizzazione di nuove didascalie delle opere e della pannellistica informativa”, la “riprogettazione dell’impianto di illuminazione”, l’utilizzo delle innovazioni tecnologiche, come pannelli touch e sale multimediali, per offrire un’esperienza più emozionale nella stessa visita museale.

Altri interventi, già in fase di cantierizzazione, riguardano invece, l’Ufficio di Informazione Turistica, con un nuovo riallestimento degli spazi, una migliore ridistribuzione dei servizi e degli spazi, per dare anche degna visibilità ai molteplici “prodotti enogastronomici d’eccellenza e dell’artigianato artistico” locale e all’editoria di settore, con un’area bookshop dedicata, e, ancora, alla “progettazione delle innovazioni multimediali nella sede di San Pietrino”, con uno spazio polifunzionale “capace di ospitare un’installazione video finalizzata ad incentivare la conoscenza elle emergenze culturali” di Recanati.

E, in questo straordinario progetto, c’è anche la messa in sicurezza, con un piano straordinario di finanziamenti ministeriali, del famosissimo colle dell’infinito, che a causa del recente terremoto, ha subito dei danni, affinché anch’esso possa essere meglio valorizzato, e godere di una migliore fruizione.

Un progetto qualificante e straordinariamente unico, che ha già visto nascere anche la creazione di un nuovo city brand, un nuovo marchio che sarà segno distintivo di Recanati, declinato nei suoi più svariati aspetti, da quello culturale a quello museale, da quello amministrativo a quello che contraddistinguerà l’artigianato locale d’eccellenza, un marchio che nella semplicità dei suoi caratteri racchiude il messaggio che questo innovativo progetto porta con sé: Recanati – città dell’infinito.

Un progetto innovativo, valido, di respiro ampio, che tende a valorizzare finalmente appieno, la nostra cultura ed il nostro straordinario patrimonio, utilizzando lo strumento di legge della finanza di progetto, permettendo ai privati di partecipare attivamente in sinergia con il pubblico, alla valorizzazione del proprio territorio. Un progetto, questo, fortemente voluto dal sindaco, il Dottor Francesco Fiordomo, dalla sua giunta, e dal presidente di Sistema Museo, il Dottore Gianluca Bellucci, uniti, in questo straordinario intento, insieme alla Regione Marche e al MIBACT, trasformando Recanati in un progetto pilota, suggestivo esempio per molteplici altre realtà italiane.

Perché Recanati diventi promotrice di vera cultura, in quel suo suggestivo segno dell’infinito senza tempo…e ”tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

 

 

 

Raffaele Zoppo

 

 

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