BARBARA FORIA ED IL SUO “VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…L’HO PAGATA IO”. ALLA SALA UMBERTO, DUE ORE DI PURO DIVERTIMENTO TRA I PSICODRAMMI DELL’UNIVERSO FEMMINILE

“Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo”.

Dissacrare i miti dell’universo femminile, rompere quei tabù con cui intere generazioni di donne sono cresciute, disvelare i sogni infranti, i desideri mai realizzati, e quella rassegnazione che dovrebbe colpire, oggi, la donna moderna, è questo il canovaccio del nuovo spettacolo di Barbara Foria, in scena al Teatro Sala Umberto di Roma.

Un one woman show dell’artista partenopea, che dopo l’esperienza meravigliosa in televisione, con Colorado, torna al suo primo amore, il teatro, portando in scena una irriverente commedia scritta ed interpretata da lei, con la regia di Claudio Insegno.

Al centro palco appare lei, Barbara Foria, la donna di rosso vestita, al suo appuntamento al buio. È lei ad aver scelto il ristorante più in di Roma, per fare una gran bella figura, lo Scoglione, ed è lì che attende quel suo lui, di cui conosce poco o nulla.

C’è l’ansia per l’attesa di quell’appuntamento al buio, c’è l’ansia per un desiderio, quello di scoprire l’amore, o almeno una mezza compagnia, un’ansia che fagocita la donna di rosso vestita, elegante, in un’attesa che non regalerà, poi, nulla di buono.

Ed è un’ansia che come il Vesuvio, erutta prepotente travolgendo tutto e tutti, con fragorose risate.

Disvelare atroci interrogativi che hanno sempre inchiodato le donne, come “Se la donna e l’uomo non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?”; è il tentare l’impossibile, come l’uso e l’interpretazione dei social network, così diverso per l’uomo e la donna, che genera poi, solamente una grossa confusione.

È il sogno infranto dell’amore bello e impossibile, che, mano a mano che il tempo passa, diventa un amore purché sia possibile. È il mito del principe azzurro, un sogno quasi irrealizzabile, mentre devi accontentarti, poi, dell’uomo mammome, dell’uomo fragile nella sua semplicità. È l’inquietante interrogativo sul perché la donna spenda tanti soldi, tra parrucchiere, estetista e dietologi vari per farsi bella per il suo lui, mentre a lui, di contro, poco importa di curarsi per lei?

Un monologo, quello di Barbara Foria, che diventa impietosa arringa, strenua difesa, rompendo gli schemi classici della brava ragazza, e con autoironia mette in piazza tutto l’universo femminile ed i suoi più intimi segreti, coinvolgendo il pubblico in sala, a partecipare a questa sorta di dissacrante terapia di gruppo, con gag e battute che ti piegano in due dalle risate.

Uno spettacolo godibile ed esilarante, con una Barbara Foria che è una vera forza della natura, per un monologo declinato tutto al femminile, ma che sa strizzare l’occhio anche all’universo maschile.

 

 

 

 

Raffaele Zoppo

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