L’ON. SANDRO GOZI E L’EUROPA CHE VERRÀ. LE IDEE PER UN RILANCIO DEL SUO PROGETTO POLITICO A SESSANT’ANNI DAI TRATTATI DI ROMA

Alcide De Gasperi guardando al nascente progetto politico europeo affermò che “la costruzione degli strumenti e dei mezzi tecnici, le soluzioni amministrative sono senza dubbio necessarie”, ammonendo, tuttavia, che il “costruire soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore” avrebbe soffocato la stessa azione costruttrice della casa comune europea.

I recenti festeggiamenti per i 60 anni dei Trattati di Roma possono offrire notevoli spunti di riflessione per il rilancio di una Europa che negli ultimi anni ha dovuto affrontare gravissimi problemi, dalla funesta crisi economica e finanziaria, al problema della gestione dei flussi migratori sino alla recente Brexit, e spesso lo ha fatto in modo confuso, non con una corale voce, ma con canti dissonanti tra loro, talvolta facendo prevalere i propri egoismi sul bene comunitario.

L’On Sandro Gozi, attualmente Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alle Politiche e Affari Europei, è una persona che mastica Europa da parecchi anni, sin da quando, nel 1996, ha iniziato a lavorare alla Commissione Europea a Bruxelles, collaborando, poi, anche con Romano Prodi, quando fu Presidente della Commissione Europea, e, successivamente, con Josè Manuel Barroso. È una personalità che conosce bene le tematiche e le problematiche europee, e si fa promotore, nei suoi ruoli istituzionali, affinché questo sogno europeo non s’interrompa precocemente.

“L’Europa – afferma L’On. Gozi – è stato il più grande progetto politico realizzato nel ventesimo secolo. Venivamo da due feroci guerre mondiali, e l’Europa unita ha saputo garantire a tutti noi, pace e prosperità. Riaffermare, oggi, i valori europei, significa continuare su di una strada tracciata sessant’anni fa, continuare a difendere lo Stato di diritto e quei valori fondamentali, proprio gli stessi sentimenti che mossero i leader degli Stati membri, quando firmarono i Trattati di Roma”.

“Certamente – prosegue – c’è ancora molto da fare, perché quel sogno europeo poteva e, forse doveva essere qualcosa di più di ciò che è attualmente. Purtroppo stiamo vivendo in una condizione quasi di paralisi ed immobilismo, e lo sforzo di tutti noi deve essere proprio quello di riprendere quel cammino, a maggior ragione, proprio dopo la Brexit”.

E sono molteplici le problematiche presenti sul tavolo delle discussioni, che andrebbero affrontate con piglio più deciso e sicuro, invece che con tentennamenti.

“Bisogna lavorare per far uscire l’azione politica europea da questo immobilismo – afferma L’On Gozi – dar vita a nuove politiche che servano a rilanciare la sua azione, a renderla più incisiva ed aderente alla fase attuale che stiamo vivendo. Dobbiamo imparare a gestire la questione migratoria, anziché subirla, senza difendere i propri egoismi; dovremmo anche innalzare le politiche sociali, perché su questo punto molta strada deve essere ancora fatta”.

“Purtroppo – prosegue – si è evidenziata una scarsa democrazia; infatti, su temi importanti come appunto, l’immigrazione, come sulla sicurezza, come sui diritti fondamentali, come sul sociale, troppo hanno deciso i singoli governi e poco l’Europa in quanto tale”

“E – continua – andrebbero riviste anche le politiche del fiscal compact, che dopo cinque anni, non hanno fornito le adeguate risposte. LA strada di un’Europa CON RITMI E INTENSITÀ DIVERSE IN BASE ALLE DIVERSE SCELTE POLITICHE DEI SINGOLI PAESI E POPOLI, come si sta delineando, É UNA DELLE STRADE da percorrere”.

Certamente è molto importante rilanciare l’azione della nostra Europa, darle un respiro più profondo, soprattutto di fronte ai nuovi scenari politici che si stanno delineando, con la Brexit, con la vittoria di Trump alle presidenziali americane, con il terrorismo che continua ad insanguinare il nostro suolo e a devastare le nostre quotidianità, con i molteplici conflitti che stanno martoriando ogni lato del nostro globo; forse dare risposte più concrete, scegliere un agire più coeso e, soprattutto, più incisivo, potrà rilanciare l’azione dell’Europa sullo scacchiere internazionale.

“CREDO E SPERO – sostiene L’On. Gozi – che dai festeggiamenti dei Trattati di Roma uscirà un’Europa diversa, una Europa più unita, più coesa, che saprà uscire da questo impasse e fornire le risposte adeguate ai tanti problemi presenti. Perché solo così si potranno evitare nuove Brexit, nuove politiche di rottura che non convengono a nessuno, nemmeno agli stessi Inglesi, e Londra lo sta capendo solo ora”.

“Purtroppo – prosegue – questa Europa sta patendo l’assenza di leader forti, in grado di guidarla, con forza e sicurezza, nell’attraversare il guado. Nello scenario politico attuale non troviamo ancora LEADER CORAGGIOSI COME I PADRI FONDATORI O i Kohl E i Mitterand . DOBBIAMO POI COMINCIARE A COSTRUIRE L’UNIONE DEL FUTURO PERCHÉ IL NOSTRO FUTURO DIPENDE DALLA NOSTRA UNITÀ E DALLA NOSTRA VOLONTÀ DI CAMBIARE L’UNIONE. E DOBBIAMO ANCHE INCORAGGIARE LA COMMISSIONE EUROPEA A RIPRENDERE UN RUOLO DI SPINTA. e bene fece il governo Renzi a chiedere a Juncker di fare in modo che il Libro bianco uscisse prima del 25 marzo, proprio per dar vita ad un grande progetto di rilancio. Oggi serve una straordinaria volontà politica ed un gruppo di Paesi in grado di guidare questo progetto,solo così, fornendo risposte chiare e sicure, si può rinsaldare il legame tra i popoli, evitando scelte egoistiche e pericolosissime derive populiste”.

“L’Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”, disse Schuman, nella sua celebre dichiarazione, ed è ora, che questo cammino costruttivo riprenda slancio e vigore, per non rischiare di rimanere spettatori di un mondo che sta cambiando.

 

 

 

 

 

 

Raffaele Zoppo

 

 

 

 

 

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