“Pompei e i Greci”: storia di un incontro

Come nei grandi classici di Hollywood, quando due leggende si incontrano lo spettacolo è assicurato. La mostra “Pompei e i Greci” in programma dal 14 aprile al 27 novembre 2017 nella Palestra Grande degli scavi pompeiani, sembra avere tutte le carte in regola per conquistare gli appassionati di archeologia: protagonista è l’incontro tra la civiltà ellenica e quella italica, attraverso 600 reperti che racconteranno storie, scambi ed attività all’ombra del Vesuvio. L’esposizione, curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, è supportata da tre installazioni audiovisive immersive dello studio canadese GeM (Graphics eMotion). L’evento è promosso dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.

La Magna Grecia plasmava il Mediterraneo, fondava colonie, commerciava e diffondeva modi di vivere che hanno lasciato solchi profondi in culture lontane. Il nostro Mezzogiorno è costellato dalle rovine delle loro città: ora mute vestigia che rimembrano un passato glorioso; gli insediamenti ellenici, erano centri vivi, abitati da artisti, pensatori, gente di mare, artigiani che hanno modificato il modo di vivere delle più arretrate popolazioni italiche. I preziosi manufatti, divisi in 13 sezioni tematiche, provengono da Pompei, Sorrento, Cuma, Stabiae, Poseidonia, Capua, Torre di Satriano, Metaponto, e testimoniano appunto l’identità ibrida e fluida dell’antica Pompei, stravolgendo così l’etichetta di città romana per eccellenza. Per l’occasione tornano “a casa” molte opere d’arte vendute nel tempo al mercato antiquario internazionale e conservate quindi in musei e collezioni estere. I reperti esposti spaziano da armi, a vasi, ceramiche, sculture e iscrizioni in lingua greca. Di grande prestigio è l’elmo donato dal tiranno di Siracusa Ierone al santuario di Olimpia, come bottino di guerra: il gesto voleva celebrare la storica vittoria dei cumani sugli etruschi del 474 a.C.

Grazie ad un allestimento espositivo all’avanguardia, progettato dell’architetto svizzero Bernard Tschumi, sono ricostruite le presenze greche precedenti alla fondazione di Pompei, la genesi della città arcaica, la sua evoluzione all’ombra del Vesuvio e i cambiamenti causati dalla fondazione di Neapolis. La mostra indaga quindi il Mediterraneo come territorio di scambi culturali, tema quanto mai attuale nelle alterne vicende della crisi migratoria che vede il nostro Paese svolgere un ruolo di primissimo piano. Un evento dall’alto valore scientifico che ha sicuramente il merito di affrontare un aspetto poco conosciuto dell’antica Pompei: l’anima greca di uno dei più importanti siti archeologici del mondo.

 

Box informazioni:

“Pompei e i Greci”

#POMPEIGRECI

Scavi di Pompei, Palestra Grande

14 aprile – 27 novembre 2017

Aperto tutti i giorni

Info: www.pompeiisites.org

Francesco Consiglio

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