MILANO E LA CULTURA VIOLENTATA DALLE FOLLIE DI CERTE SCELTE POLITICHE

Un vecchio adagio afferma che al peggio non c’è mai fine. Basterebbe osservare ciò che sta accadendo a Milano, e certamente troveremo anche qualcuno pure da maledire. Ma facciamo un po’ d’ordine.

Nel 2018 la nota catena americana specializzata nella caffetteria, Starbucks, sbarcherà a Milano, e precisamente in piazza Duomo, e questo può essere quantomeno un segnale positivo, per la nostra bistrattata Italia, che incontra ancora un certo appeal nelle multinazionali straniere che qui decidono di investire.

Nel frattempo, la suddetta catena americana ha vinto un bando di gara indetto dal Comune, per il decoro urbano della piazza, valido per tre anni. E anche questo è di per sé positivo: il Comune non spende un euro e si ritrova per tre anni con un privato che si preoccupa del decoro della piazza più famosa della città meneghina; e anche alla stessa società Starbucks tutto sommato, la cosa non può dispiacere: è pubblicità gratuita, un utile investimento per chi sta per aprire un locale con un proprio marchio, e soprattutto, è motivo di enorme prestigio per la stessa, visto che si tratta pur sempre di piazza Duomo e non certamente di una anonima piazzetta di periferia.

Il progetto del restyling dell’area verde alle spalle del monumento equestre a Vittorio Emanuele II è dell’architetto milanese Marco Bay, laureato presso il Politecnico di Milano, e almeno così, possiamo intuire che un’idea artistica quantomeno ci dovrebbe pure essere.

Però, piantare filari di banani alternati a filari di palme, in piazza Duomo, cosa c’entra? Si può comprendere la sfida artistica, ma qui stiamo all’oltraggio puro, alla violenza urbana di decorare una delle piazze più note e simboliche di una città con elementi vegetativi che poco hanno a che fare con la medesima piazza.

È la prostituzione della cultura il vedere questa bella distesa di palme e banani con sullo sfondo il Duomo.

Il Sindaco Sala, Mister Expo, ha subito postato la foto della piazza con il nuovo verde pubblico su Instagram, aggiungendo: “Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh…”.

Qui non si tratta di osare, caro Sindaco, questa è una aberrante violenza di un luogo storico. Immaginiamo, ad esempio, di piantare un bel palmeto di fronte al Colosseo, oppure in Piazza San Pietro, possiamo definirla una sfida culturale? Oppure è un orrore culturale che non si sposa con il tessuto storico del luogo in cui si è deciso di dar mano alla zappa con libera fantasia?

E fa specie che la sempre più distratta Sovrintendenza, troppo impegnata a masticare burocratese piuttosto che vagliare lo stato penoso dei nostri monumenti pubblici, qui, celermente abbia dato un parere favorevole, richiamandosi pure ad una tradizione ottocentesca milanese!

Certamente Sindaci poco intelligenti culturalmente, che pur di mettere una propria firma sulla città amministrata, stravolgono l’impossibile, è cosa naturale qui in Italia: di piazze storiche devastate, di strutture oscene accostate a monumenti storici è tristemente piena la cronaca, ma qui si sta osando il risibile. Se il fatto fosse successo in una qualsiasi città del sud, da Napoli fino alla punta dello Stivale e pure oltre, certamente non avrebbe disgustato nessuno e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo; ma farlo a Milano è cosa veramente orrenda, un assurdo concettuale che manifesta solamente il vuoto culturale di chi amministra e di certi archistar o presunti tali, che vedono nell’opera umana una continua sfida artistica, senza osservare attentamente il luogo ove vanno a collocare la loro istallazione.

In attesa di inserire pure qualche fauna selvatica, che ne so, magari delle scimmie, a far da degno corollario ai banani, o di nascondere la vetusta fabbrica del Duomo con un più moderno grattacielo, in pieno stile Dubai, ove il finto ed il verosimile si sposa con l’ipocrisia del lusso più ostentato, bene farebbero i milanesi veri ad indignarsi e a protestare in modo forte sotto Palazzo Marino, contro un Sindaco incapace di apprezzare e difendere il valore unico di una delle piazze più note di Milano. E intanto la Madonnina del Duomo, al guardare questo scempio artistico, da tutta d’oro sarà diventata rossa di vergogna. Almeno lei.

 

Raffaele Zoppo

 

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