IMPARARE A VIVERE HYGGE, PER RITROVARE LA PROPRIA FELICITÀ

Vivere nel caos della nostra quotidianità ci stressa? Perdiamo ogni cognizione di tempo assorbiti come siamo, da mole di impegni da svolgere? Ci chiudiamo nel nostro mondo virtuale fatto di social network, chat e selfie a tal punto che non siamo neanche più in grado di fare una chiamata ad una persona cara, solo per dirle: “ciao, come stai?”? Ci sentiamo svuotati ed infelici, perennemente in ansia per qualcosa? Allora dobbiamo iniziare a ricercare il nostro “hygge“.Questa strana parola è danese, e solamente il popolo più felice al mondo, almeno leggendo il Rapporto Mondiale stilato dalle Nazioni Unite, avrebbe potuto insegnarci il senso della felicità.

L’attrice danese Marie Tourell Søderberg, insieme a Katharine Hoite Lynggaard, hanno pubblicato un breve ma intenso e profondo manuale: “Il metodo danese per vivere felici”, edito da Newton Compton.

Un manuale leggero, ricco di spunti e fotografie, per dare un tocco alla propria esistenza, e ritrovare quell’angolo di serenità di cui tutti noi abbiamo disperatamente bisogno.

Perché non si deve pensare “che l’hygge sia strettamente connesso all’identità nazionale danese“; infatti “nella sua essenza, non è prerogativa esclusiva della Danimarca: è qualcosa di universale. L’hygge è per tutti, chiunque voi siate, dovunque viviate“.

È “una specie di bussola che ci guida verso piccoli momenti che il denaro non può comprare, per scoprire la magia nell’ordinario“.

È riscoprire i momenti più autentici, più veri, più intimi, più conviviali; è mettere in pratica piccole ma significative azioni che possano rendere tutto più speciale ed unico.

Magari rendere l’atmosfera della propria camera più calda, accendendo delle candele; oppure creare tutti insieme delle piccole decorazioni per abbellire casa, come se Natale fosse ogni giorno dell’anno; o magari, pensare tutti insieme, un menu per la cena, ed insieme prepararlo.

Oppure potrebbe essere quello di riporre i propri cellulari in una cesta, lontano dalle proprie mani, ed insieme sedersi per raccontarsi la propria giornata, le proprie emozioni quotidiane.

Questo è l’hygge, in buona sostanza: riappropriarci della propria esistenza, sentirsi felici ed appagati con il nostro piccolo, grande universo, riscoprire gli affetti più sinceri, condividere con loro un momento, una esperienza, per non sentirsi più vuoti e tristi, aridi ed infelici.

D’altronde lo stesso Trilussa lo diceva: “la felicità è nelle piccole cose“…e non era certamente danese, lui!

 

 

Raffaele Zoppo

 

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